Giornata dell’udito: il tecnico audioprotesista contro lo stigma della sordità
Luciano Cimmieri svolge questa professione dal 1976 e l’ha vista cambiare profondamente nel corso del tempo: «Oggi computer e software, cinquant’anni fa usavamo un piccolo cacciavite».
Luciano Cimmieri ha cominciato il suo lavoro di Tecnico Audioprotesista il 1° luglio del 1976 («Non immaginavo che sarebbe stata la mia professione, lo è diventata con oneri e onori e, nei primi anni, l’ho portata avanti con un’attitudine forzatamente pionieristica», spiega). Oggi è in pensione, ma continua a dare il suo contributo a una figura professionale che ha visto crescere e trasformarsi negli anni.
«Noi “vecchi” – dice di sé sorridendo – abbiamo dato un contributo importante alla professione di Tecnico Audioprotesista, sfidando lo stigma della sordità che in quegli anni era molto forte. La competenza crescente e la tecnologia sempre più evoluta hanno dato una grossa mano: oggi lavoriamo con computer e software, cinquant’anni fa regolavamo gli apparecchi con un piccolo cacciavite». E avevano a che fare con sordità severe che, grazie alla prevenzione, oggi non si ritrovano più: «Sono cambiate anche le esigenze dei pazienti – aggiunge -: una volta l’apparecchio acustico era sinonimo di vecchiaia, oggi non è più così e chi lo porta vive una vita del tutto normale».
Un cambiamento culturale che rappresenta anche la molla utile a far scattare la scelta di questa professione: «Aiutiamo le persone a vincere un problema – conclude -. La sordità ha importanti implicazioni psicosociali che possono riguardare la vita di tutti i giorni e favorire incomunicabilità e isolamento. Il nostro lavoro può invertire la rotta aiutando chi vive questo problema»
Cosa fa il Tecnico Audioprotesista
Il Tecnico Audioprotesista si occupa di educazione e prevenzione, disamina, cura e riabilitazione personalizzata dei difetti uditivi tramite le più adeguate e appropriate prestazioni sanitarie e le più idonee tecnologie, atte al miglior recupero possibile del campo dinamico uditivo residuo, dell’inclusività sociale, dell’udibilità, della riduzione del handicap percepito e della qualità di vita della persona ipoacusica.
Luciano Cimmieri
Ultimo aggiornamento
12 Marzo 2026, 18:46
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