Superare il vincolo di esclusività: l’Ordine sostiene la proposta e attende l’audizione in Commissione Sanità

Il Consiglio Direttivo si era già espresso a favore dell’abolizione del vincolo. L’Ordine aveva inoltre aderito alla raccolta firme promossa per sostenere il superamento di una norma ritenuta non più adeguata all’evoluzione delle professioni sanitarie.

La proposta normativa presentata dal presidente Luigi Icardi nella Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte riporta al centro del dibattito il superamento del vincolo di esclusività per i professionisti sanitari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. L’iniziativa prevede la possibilità di esercitare stabilmente la libera professione al di fuori dell’orario di servizio, dentro e fuori dalle strutture sanitarie, nel rispetto delle attività istituzionali e senza conflitti di interesse.

Su questo tema l’Ordine TSRM e PSTRP di Torino-Aosta-Alessandria-Asti aveva già assunto una posizione chiara. Il Consiglio Direttivo si era infatti pronunciato a favore dell’abolizione del vincolo di esclusività e l’Ordine aveva sostenuto e sottoscritto la raccolta firme promossa per chiedere il superamento di questa limitazione.

L’Ordine attende ora di essere audito dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale per ribadire ancora una volta l’importanza della questione e il suo carattere centrale per migliaia di professionisti rappresentati. La possibilità di esercitare la libera professione, nel rispetto delle regole e della piena compatibilità con l’attività svolta nel Servizio sanitario pubblico, rappresenta infatti anche uno strumento di valorizzazione delle competenze e delle responsabilità acquisite dalle professioni sanitarie.

«Auspico che l’abolizione del vincolo di esclusività possa andare incontro all’esigenza di riconoscimento economico di chi ogni giorno gioca un ruolo tanto importante nei percorsi di cura delle persone – afferma Giuseppe Smeraldi, presidente dell’Ordine TSRM PSTRP di Torino Aosta Alessandria Asti -. In audizione, però, l’Ordine porterà una doppia istanza: da un lato, la possibilità per i dipendenti pubblici a tempo pieno del Servizio Sanitario Nazionale di svolgere attività libero-professionale al di fuori dell’orario di lavoro; dall’altro, il riconoscimento di un valore economico al vincolo di esclusività, premiando chi sceglie di dedicare la propria attività professionale a un unico ente».

E aggiunge: «Il vincolo di esclusività appartiene a un modello di pubblica amministrazione che appare ormai superato e che non risponde pienamente ai bisogni attuali della popolazione. Le professioni sanitarie sono profondamente cambiate: hanno ampliato competenze, autonomia e responsabilità, diventando una componente imprescindibile dei percorsi di cura.

I professionisti rappresentati dal nostro Ordine sono una tessera fondamentale del mosaico della sanità: garantiscono presenza, competenza e crescita professionale in ogni fase del percorso di cura. La valorizzazione del loro ruolo non può prescindere da un sistema che riconosca pienamente diritti, opportunità e responsabilità.

Il principio deve essere chiaro: tutti i professionisti sanitari devono poter contare sugli stessi diritti, sugli stessi riconoscimenti e sulle stesse possibilità di crescita, perché una sanità più equa passa anche dalla valorizzazione di chi ogni giorno la rende possibile».

Ultimo aggiornamento

15 Settembre 2026, 19:26